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Impermeabilizzare un tetto a regola d’arte

Impermeabilizzare un tetto “a regola d’arte” significa progettare e realizzare un sistema completo che gestisca acqua, vapore, dilatazioni termiche e smaltimento delle acque meteoriche. La sola posa della guaina non basta.

Prima di iniziare: verifica la tipologia di copertura

Esistono due casi principali:

  • Tetto piano o a bassa pendenza (pendenza inferiore al 5%)
  • Tetto inclinato con tegole o coppi

Le tecniche e i materiali cambiano in modo significativo.

Fase 1: diagnosi del supporto

Prima di qualsiasi intervento è necessario verificare:

  • stato strutturale del solaio o del tavolato;
  • presenza di crepe, distacchi o umidità;
  • pendenza esistente;
  • stato di pluviali, bocchettoni e gronde;
  • presenza di vecchie membrane deteriorate.

Se l’acqua ristagna sul tetto piano per più di 48 ore dopo una pioggia, la pendenza è probabilmente insufficiente.

Fase 2: realizzare le corrette pendenze

L’acqua deve defluire rapidamente verso gli scarichi.

Per i tetti piani si consiglia una pendenza minima tra l’1,5% e il 2%.

Ad esempio, su una falda lunga 5 metri, una pendenza del 2% richiede un dislivello di 10 cm.

Le pendenze si realizzano generalmente con:

  • massetti alleggeriti;
  • pannelli isolanti sagomati;
  • strutture in legno opportunamente progettate.

Fase 3: scegliere il sistema impermeabilizzante

I sistemi più diffusi sono:

Membrane bituminose

  • ottimo rapporto qualità-prezzo;
  • elevata resistenza meccanica;
  • durata tipica: 20-30 anni.

Di norma si applicano in doppio strato con sormonti sigillati a fiamma.

Membrane sintetiche (PVC, TPO, EPDM)

  • leggere e resistenti ai raggi UV;
  • adatte a grandi superfici;
  • posa a incollaggio, fissaggio meccanico o zavorramento.

La membrana in EPDM è particolarmente apprezzata per la lunga durata.

Impermeabilizzanti liquidi

  • utili per ripristini e dettagli complessi;
  • applicabili a rullo, pennello o spruzzo;
  • richiedono supporti perfettamente preparati.

Non sono sempre la soluzione ideale per rifare integralmente coperture molto ammalorate.

Fase 4: curare la stratigrafia

Una stratigrafia corretta per un tetto piano isolato comprende generalmente:

  1. supporto strutturale;
  2. barriera al vapore;
  3. isolamento termico;
  4. strato di separazione o primer;
  5. membrana impermeabile;
  6. strato protettivo o pavimentazione.

L’errore più comune è invertire la posizione della barriera al vapore, causando condense interne.

Fase 5: eseguire correttamente i dettagli costruttivi

La maggior parte delle infiltrazioni nasce nei punti critici:

  • raccordi parete-tetto;
  • lucernari;
  • camini;
  • antenne e impianti;
  • giunti di dilatazione;
  • bocchettoni di scarico;
  • scossaline.

La membrana deve risvoltare verticalmente per almeno 15-20 cm e terminare con profili di fissaggio e sigillatura.

Fase 6: collaudo e manutenzione

Al termine dei lavori è buona pratica effettuare:

  • prova di tenuta;
  • controllo delle saldature;
  • verifica del corretto deflusso dell’acqua.

Successivamente, eseguire almeno una manutenzione annuale:

  • pulizia di gronde e pluviali;
  • rimozione di foglie e detriti;
  • controllo di giunti e sigillature;
  • verifica dello stato della membrana.

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