Realizzare una struttura in cemento armato “a regola d’arte” significa rispettare rigorosamente il progetto strutturale, le prescrizioni normative e le corrette procedure esecutive in ogni fase del cantiere.
Una struttura in cemento armato non si improvvisa: deve essere progettata, verificata e diretta da professionisti abilitati.
In Italia, i riferimenti principali sono:
- le Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC);
- gli Eurocodici strutturali;
- le norme elaborate da UNI;
- le disposizioni regionali e comunali;
- il piano di sicurezza del cantiere.
Fase 1: progettazione strutturale
Il progetto deve definire:
- schema statico;
- caratteristiche geotecniche del terreno;
- azioni permanenti e variabili;
- azione sismica;
- classe d’esposizione ambientale;
- classe di resistenza del calcestruzzo;
- tipologia e quantità delle armature;
- dettagli costruttivi ed esecutivi.
Il progetto strutturale deve essere depositato presso gli enti competenti secondo la normativa vigente.
Fase 2: indagini geologiche e fondazioni
Prima di costruire è necessario eseguire:
- indagini geologiche;
- prove geotecniche;
- verifica della capacità portante del terreno;
- valutazione della falda.
Le fondazioni devono essere progettate in funzione delle caratteristiche del terreno e dei carichi dell’edificio.
Fase 3: tracciamento e casserature
Le casseforme devono garantire:
- stabilità;
- precisione geometrica;
- tenuta ai getti;
- sicurezza degli operatori.
Prima del getto occorre verificare:
- quote;
- verticalità;
- allineamenti;
- dimensioni degli elementi strutturali.
Fase 4: posa delle armature
Le armature devono essere conformi al progetto esecutivo.
È necessario controllare:
- diametro e numero delle barre;
- passo delle staffe;
- lunghezze di sovrapposizione;
- ancoraggi;
- corretto posizionamento dei ferri.
Il copriferro deve essere garantito mediante distanziatori certificati.
Fase 5: scelta del calcestruzzo
Il calcestruzzo deve essere scelto in funzione della classe di esposizione ambientale.
Le caratteristiche da definire includono:
- classe di resistenza;
- classe di consistenza;
- dimensione massima degli aggregati;
- classe di esposizione.
Il calcestruzzo preconfezionato deve essere accompagnato dalla documentazione di conformità.
Fase 6: getto del calcestruzzo
Durante il getto è necessario:
- evitare la segregazione del materiale;
- limitare l’altezza di caduta;
- eseguire il getto per strati successivi;
- garantire la continuità operativa;
- rispettare i tempi di lavorazione.
Il calcestruzzo deve essere compattato con vibratori ad ago.
Una vibrazione insufficiente provoca nidi di ghiaia; una vibrazione eccessiva può causare segregazione.
Fase 7: stagionatura
La maturazione del calcestruzzo è fondamentale per raggiungere le prestazioni previste.
Occorre:
- proteggere le superfici dal sole e dal vento;
- evitare il gelo;
- mantenere adeguata umidità;
- rispettare i tempi minimi prima del disarmo.
Una stagionatura inadeguata riduce la durabilità della struttura.
Fase 8: disarmo
Il disarmo deve avvenire solo dopo aver verificato:
- il raggiungimento delle resistenze previste;
- le condizioni ambientali;
- le indicazioni progettuali.
La rimozione anticipata delle casseforme può compromettere la sicurezza dell’opera.
Controlli e collaudi
Durante i lavori devono essere eseguiti:
- controlli sui materiali;
- prove sul calcestruzzo fresco;
- prelievo di provini;
- verifiche dimensionali;
- controlli sulle armature.
Al termine dei lavori si procede con il collaudo statico previsto dalla normativa.
Le strutture in cemento armato sono opere ad alta responsabilità tecnica e giuridica: ogni fase deve essere eseguita sotto la supervisione del direttore dei lavori e delle figure professionali previste dalla normativa italiana.
